Vaticano
La Caritas di Benedetto grazie all' Obolo PDF Stampa E-mail
Scritto da Angela Ambrogetti   
Sabato 25 Giugno 2011 18:23

Ha origini antichissime, eppure solo papa Pio IX lo ufficializzò.

L’Obolo di San Pietro è oggi una pia pratica che il 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, offre ai fedeli l’occasione di donare al papa il denaro che userà per le opere di carità.

Papa Pio IX ne parla nella Enciclica Saepe venerabilis del 5 agosto 1871. Nel testo il papa lamentava la perdita di beni dopo la presa di Roma nel 1870 e la conseguente difficoltà per la Santa Sede anche nelle opere di carità. Il papa ringrazia per l’ Obolo che più dice “più abbondante del solito” e “con il quale poveri e ricchi si sono sforzati di soccorrere la povertà a Noi cagionata.” Pio IX ringraziava tutti i fedeli che lo avevano sostenuto in quel periodo difficile mentre compiva i 25 anni di pontificato. Così l’ Obolo, nato nell’ VIII secolo dai con i contributi degli anglosassoni convertiti al cristianesimo e inizialmente chiamato “Denarius Sancti Petri”, divenne il modo della Santa Sede di affrontare la fine del potere temporale.

Oggi si tratta di carità. Il papa usa il fondo per sostenere iniziative di aiuto a popolazioni che hanno subito calamità, o per particolari gesti di carità.

Ogni anno si raccolgono tra gli 80 e i 100 milioni di dollari per lo più da donatari statunitensi, italiani, tedeschi, spagnoli. Ma i fondi vengono anche dall’ America Latina e dell’Asia.

A gestire praticamente questo fondo è il Pontificio Consiglio Cor Unum che pubblica regolarmente i numero e l’entità degli interventi. Ad esempio nel 2009 sono stati erogati 1.869.000 di dollari in 25 Paesi per far fronte a calamità naturali, ma anche 2.304.000 dollari in 45 Paesi per la promozione umana e lo sviluppo.

A gennaio di quest’ anno il Cardinale Robert Sarah Presidente di Cor Unum ha portato ad Haiti, un anno dopo il terremto che ha provocato 250 mila vittime, un aiuto economico alla popolazione 800.000 dollari per la ricostruzione delle scuole e 400.000 per la ricostruzione delle chiese.

“L’‘obolo di San Pietro’- ha ricordato papa Benedetto XVI nel primo anno del suo pontificato- è l’espressione più tipica della partecipazione di tutti i fedeli alle iniziative di bene del Vescovo di Roma nei confronti della Chiesa universale. E’ un gesto che ha valore non soltanto pratico, ma anche fortemente simbolico, come segno di comunione col Papa e di attenzione alle necessità dei fratelli; e per questo il vostro servizio possiede un valore squisitamente ecclesiale” .

La Cei ha già annunciato che in questo 2011 in cui il papa celebra i 60 anni di ordinazione sacerdotale l’ Obolo sarà un grande regalo per le sue opere, e dovrà essere accompagnato anche da speciali “donazioni” di tempo per pregare per lui.

 

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