Vaticano
Giusto fra le Nazioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Angela Ambrogetti   
Martedì 14 Dicembre 2010 17:27

“Il nome di padre Raffaello de Ghantuz Cubbe sarà inciso per sempre nel giardino dei Giusti di Gerusalemme”. La mattina del 14 dicembre l'onorificenza più alta che Israele assegna a un non ebreo, quella di “Giusto fa le nazioni”, è stata conferita alla memoria del padre gesuita che durante la guerra nascose sotto falso nome tre bambini ebrei presso il Nobile Collegio di Mondragone a Frascati, dove era rettore. Così i fratelli Graziano e Mario Sonnino, di 9 e 10 anni, e il cuginetto,  Marco Pavoncello, 10 anni,  scamparono la deportazione nazista ad Auschwitz. Presso la Sala Maria Assunta nel complesso del Gesù, a Roma, il riconoscimento è stato assegnato ai nipoti del p. Cubbe dall'ambasciatore di Israele presso la Santa Sede,  Mordechay Lewy,  alla presenza della dott.ssa Livia Link, consigliere per gli Affari Pubblici e Politici dell’Ambasciata di Israele presso il Quirinale, del presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, dei rappresentanti dell'associazioni degli ex alunni del Nobile Collegio Mondragone, di p. Giangiacomo Rotelli, delegato del padre Provinciale dei gesuiti per l'Italia. In sala a portare la loro testimonianza anche i “ragazzi” salvati dal padre, Marco Pavoncello e Graziano Sonnino (Mario è scomparso di recente), con i loro familiari. Dal 2004 le famiglie dei salvati hanno lavorato con gli ex alunni del Mondragone per raccogliere la documentazione necessaria a sostenere la pratica per il conferimento dell'onorificenza da parte dell’Istituto per la Memoria dei Martiri e degli Eroi dell’Olocausto “Yad Vashem” di Gerusalemme, istituito dal Parlamento israeliano nel 1953 con la finalità di commemorare i sei milioni di ebrei uccisi dai nazisti e dai loro collaboratori e di mantenere viva la memoria dell’Olocausto nelle generazioni successive.

“Abitavamo al Ghetto. Ricordo che un giorno del '43 nostro padre, Samuele, non ci accompagnò alla scuola dove andavamo di solito, a due passi da casa. Ci portò a Frascati, al collegio Mondragone, e ci disse che da quel momento ci chiamavamo Sbardella e non avremmo più rivisto la nostra famiglia. L'accoglienza di p. Cubbe ci salvò dalla Shoah e dalla follia nazista. E ci permise di vivere in modo quasi normale quel periodo difficile. Alla fine del guerra restammo al convitto per altri 4 anni”, ha ricordato Graziano Sonnino. “E’ stato padre Cubbe, insieme con i suoi confratelli, p. Primo Renieri, p. Dante Marsecano, p. Alberto Parisi, p. Ulisse Floridi, p. Silvio Benassi e p. Umberto Zaccari, ad accoglierci sotto la loro protezione e a far sì che la furia omicidia che si agitava sul capo degli ebrei non ci colpisse”.  Il gesuita, come ha ricordato la dottoressa Link e come si legge nella motivazione del riconoscimento,  scelse di nascondere i ragazzi a rischio della sua stessa vita e senza tentativi di convertire i piccoli alla fede cattolica.” Padre Cubbe è la prova che nell'ora del male assoluto, di fronte alla macchina di sterminio nazista, una singola persona retta e virtuosa può riportare la luce, mostrando l'umanità nella forma più alta e nobile”, ha dichiarato Link. Quella di “Giusto” è l'unica onorificenza civile in Israele, un riconoscimento singolare e particolare  perché applica  il termine ebraico “Giusto” a un non ebreo. “E' un modo per dire che chi ha salvato un ebreo è come se diventasse parte del popolo ebraico, perché, come dice il Talmud, 'chi salva un essere umano è come se salvasse il mondo intero'”.

Il p. Raffaele de Ghantuz Cubbe, meglio conosciuto come p. Cubbe, nacque a Orciano Pisano il 10 ottobre 1904 ed è morto a Roma, presso la Residenza del Gesù, il 12 agosto 1983. Era il quarto di una famiglia di solida fede cristiana e di profonda devozione alla Chiesa; il padre, Marchese Riccardo fu cameriere segreto del Papa, da Benedetto XV a Pio XII. La famiglia era legata da amicizia con il salesiano don Michele Rua, futuro Beato. Raffaele  entrò giovanissimo nella Compagnia di Gesù, dove ricoperse l’incarico di rettore del Nobile Collegio di Mondragone presso Frascati (1942-1947). Fu inoltre vice presidente della Pontificia Opera di Assistenza (POA) voluta da Pio XII per il sostegno delle vittime della Seconda Guerra Mondiale.

Ufficio stampa della Curia dei Gesuiti

 

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