Gli inediti di Giovanni Paolo II Stampa
Scritto da Angela Ambrogetti   
Domenica 27 Marzo 2011 11:47

Per chi non era alla presentazione del libro "Compagnio di viaggio" alla Radio Vaticana, ecco il bel resoconto di Andrea Gagliarducci su La Sicilia di sabato 26 marzo.

Abbiamo avuto questo tesoro da sfruttare e non lo abbiamo sfruttato fino ad adesso". Padre Roberto Tucci, cardinale, gesuita, è stato uno dei primi organizzatori dei viaggi di Giovanni Paolo II. Ma è stato anche direttore di Radio Vaticana. E quando Angela Ambrogetti gli presenta l’idea di raccogliere in un volume, dando ad esse consistenza e narrazione, le conferenze stampa in aereo di Giovanni Paolo II, Tucci pensa subito al tesoro dell’emittente.

Si chiama "Archivio delle voci dei Papi", e per il 70 per cento è composto proprio dalla voce di Giovanni Paolo II. Un archivio in larga parte inedito. Che vede oggi un po’ di luce grazie al libro "Compagni di viaggio. Interviste al volo di Giovanni Paolo II" (Libreria Editrice Vaticana),
I programmi dei primi viaggi internazionali erano massacranti, a volte contemplavano persino quattro Paesi toccati in quindici giorni, senza soste.
A un certo punto del viaggio, Giovanni Paolo II andava nella sezione dell’aereo riservata ai giornalisti. "Lui si affacciava al mattino roseo, riposato, sistemato, e noi non riuscivamo nemmeno a salutarlo", racconta il vaticanista Gianfranco Svidercoschi, che ha avuto con Giovanni Paolo II un rapporto di confidenza.

Viaggio verso Puebla, 1979, primo viaggio internazionale del Papa. Giovanni Paolo II scosta la tendina e va nel reparto dei giornalisti per salutare. C’è fermento. Un giornalista americano gli rivolge una domanda. Non si era mai fatto prima. Ma nemmeno era mai successo - come aveva fatto Giovanni Paolo II - che un Papa scendesse tra le transenne a dialogare con i giornalisti dopo essere stato loro presentato per
la prima volta. Qualcosa di nuovo è nell’aria. Il giornalista chiede al Papa se andrà in America. E il Papa, per nullaintimidito, risponde: "Credo che sarà necessario, resta solo da fissare la data". "E’ l’inizio di una nuova era mediatica", chiosa Angela Ambrogetti. Che al la presentazione del libro fa sentire alcune delle registrazioni da lei raccolte nell’archivio del Suono dei Papi. In un caos totale, con tutti i giornalisti checercano di farsi avanti, Giovanni Paolo II si dà alla stampa. Con loro "stringe un patto", nota il cardinal Stanislaw Dziwisz, sempre rimasto al fianco del Pontefice fino alla morte. Ma è Giovanni Paolo II a condurre il gioco. Con il suo italiano polacchizzato, con un lungo periodare che a volte si fa fatica a
comprendere, elude con maestria alcune domande, tiene sotto scacco i giornalisti. Uno gli chiede se ha letto i suoi articoli, e il Papa risponde: "Preferisco non leggere i giornali". Un altro se li inviterà mai a Castelgandolfo, e lui risponde: "Quando ve lo meriterete". Ma questo è colore. Perché il Papa, senza paura - e sempre senza censure (mai nessuna conversazione è stata off the records, cioè riservata solo ai
giornalisti) - parla anche a lungo di libertà religiosa, di teologia della liberazione, dei problemi della Chiesa. Paloma Gomez Borrero ha seguito
da inviata tutti i 104 viaggi di Giovanni Paolo II. "Senza nulla togliere alle altrebiografie - dice - questo libro racconta il Papa come era veramente". "Voglio smentire - afferma da par suo Svidercoschi - la storia di un Papa che facesse strategie. I viaggi nascevano perché c’erano richieste". Come quella per il primo viaggio in Messico, in un paese con leggi anticlericali, dove i sacerdoti nemmeno potevano mostrarsi
in pubblico con i segni del loro ministero. Il Papa dice a Svidercoschi in privato che è andato anche per un altro motivo. "Se mi permettono di andare -disse - in un posto anticlericale come il Messico, come potrebbero dirmi di no alla mia richiesta di tornare in Polonia?".
Intimiditi, sorpresi dalla nuova figura di un Papa che si dà ai media, i giornalisti sono protagonisti alla pari del libro. "Ho richiesto, come editore - dice don Giuseppe Costa, presidente della Lev - una piccola sezione finale con le biografie dei giornalisti che si trovano nel libro. Ho voluto così sottolineare il valore di un giornalismo attento e intelligente". È il valore del lavoro di Angela Ambrogetti. Che afferma: "Volevo ricreare,
per chi non c’era, l’atmosfera di quei tempi".