Il giallo delle testimonianze Stampa
Scritto da Angela Ambrogetti   
Venerdì 01 Aprile 2011 14:01

Venerdì primo aprile 2011, alla Pontificia Università della Santa Croce si ricorda Giovanni Paolo II con una giornata di studio. Ospiti illustri come il cardinale Angelo Amato prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi che parla del “sensus fidei” dei santi e della causa di beatificazione di papa Wojtyla. Gli studenti prendono appunti e poi fanno delle domande. Una ne faccio anche io. I cardinali Sodano e Sandri hanno testimoniato o no al processo? La risposta è secca e decisa: ''Ci sono anche le testimonianze dei cardinali Sodano e Sandri nella cosiddetta 'positio' relativa alla causa di beatificazione di Giovanni Paolo II, non e' affatto vero che non abbiamo le testimonianze di queste persone''.


Eppure sono due gli articoli che nei mesi scorsi sostenevano il contrario.
Il 18 gennaio del 2011 Il Foglio riportava alcuni passaggi di un testo attribuito al Cardinale Sodano.
“Nella curia romana sono due i pezzi da novanta che non hanno voluto testimoniare al processo. Sono due cardinali stretti collaboratori di Wojtyla quando questi era Papa. Sono l’attuale prefetto delle chiese orientali, il cardinale argentino Leonardo Sandri, sostituto della segreteria di stato vaticana per cinque anni, dal 2000 al 2005. E il cardinale Angelo Sodano, segretario di stato per quindici anni. Sodano ha spiegato in una lettera datata 17 giugno 2008 (anch’essa pubblicata dal Giornale), i motivi della decisione di non deporre. Scrive: “Personalmente ritengo che Wojtyla abbia vissuto santamente”. L’unico “dubbio” riguarda non la sua santità, quanto piuttosto “l’opportunità di dare la precedenza a tale causa, scavalcando quelle già in corso” da anni per Pio XII e Paolo VI."
Il riferimento è ad un articolo de Il Giornale del 4 maggio 2010 dove si legge : “La lettera di Sodano è arrivata quando ormai il lavoro di elaborazione della «Positio», i volumi con le testimonianze del processo, era in fase di conclusione. Fino a quel momento, il principale collaboratore di Giovanni Paolo II non aveva voluto testimoniare al processo di beatificazione, nonostante fosse stato invitato a farlo, sia all’inizio dell’inchiesta diocesana, sia successivamente. Sodano rimane fermo nel suo proposito, e dunque non sarà mai interrogato dai giudici del tribunale canonico che lavorano alla causa.”

Il giallo, fortunatamante, nulla toglie alla santità di papa Wojtyla.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Aprile 2011 14:25