Lo IOR in bilico tra Curia e outsourcing Stampa
Scritto da Angela Ambrogetti   
Giovedì 01 Agosto 2013 07:46

“Cari Utenti,

benvenuti nel sito web dell'Istituto per le Opere di Religione (IOR).”  Approccio morbido e friendly per il sito dello IOR. Atteso e promesso sembra più un lavoro di marketing aziendale che un vero sito di informazione. Di fatto le informazioni si trovano tutte nei link al sito della Santa Sede dove erano a disposizione di tutti da parecchio tempo.

Altre informazioni sono le stesse anche se riformulate, che vennero fornite poco più di un anno fa dall’allora direttore generale Paolo Cipriani che decise, dopo il difficile periodo Gotti Tedeschi, di invitare i giornalisti accreditati in Vaticano, ad un tour con tanto di lezione e slides, dell’ Istituto.

Iniziativa da “vecchia curia” potrebbe dire qualcuno, quasi familiare, tanto che non furono ammesse telecamere o registratori. Ora è tutto in mano a società esterne efficiente e “friendly” che non passano tramite la Sala Stampa della Santa Sede ma preferiscono il contatto personale. Intanto si prepara la uscita pubblica del sito dell’ Istituto per le opere di religione, che dovrà riportare il bilancio completo. Ovviamente difficile poi da verificare.

E’ tutta una questione di fiducia. Chi si fida della Santa Sede nonostante i limiti umani non ha bisogno di molto, chi no non avrà mai davvero la certezza dei dati e della trasparenza. In questo senso l’unico vero mezzo per una gestione “trasparente” della finanza dello stato vaticano è l’essere entrati in MONEYVAL con i relativi impegni. Il lavoro di controllo "anagrafico " dei conti del resto è iniziato da quasi due anni. Una procedura standard.

Basta leggere gli avvisi degli sportelli bancomat in uso nel territorio dello stato.

Al di là dei tecnicismi che speso servono solo a confondere le acque, il fatto da ricordare è quello che si legge nella prima pagine del nuovo sito dello IOR: “Lo IOR si sforza di servire la missione globale della Chiesa Cattolica proteggendo i patrimoni delle persone fisiche e giuridiche legate alla Santa Sede e alla Chiesa stessa e fornendo loro servizi di pagamento in tutto il mondo. I clienti dello IOR servono la Chiesa in molti modi diversi, ad esempio operando mediante istituzioni come ospedali e scuole o prestando opere missionarie o servizio come impiegati. Lo IOR non serve clienti d’affari.”

Ci sarà sempre certo chi cercherà di approfittarsi per tornaconti propri. Come c’è tanta gente che chiede la tessera dello spaccio annonario ai dipendenti per comprare la cioccolata e le sigarette.

Debolezze umane. Ma del resto Papa Francesco non dice sempre che si deve avere misericordia con i peccatori? E del resto le commissioni che ha istituito per lo IOR e per le amministrazioni vaticane in genere sembrano avere lo scopo di renderlo più aggiornato su questioni di cui poco conosce.

Il governo della Chiesa è difficile, gestire la Curia lo è ancora di più. Il Papa si deve forse ancora rendere conto che la Curia non si riforma senza la Curia. Ma intanto ha tracciato l’identikit del collaboratore ideale: il vecchio curiale. Cosa voglia dire questo non è del tutto chiaro visto che  danni si va dicendo che la Curia va svecchiata. Ma forse con il tempo Papa Francesco ce lo spiegherà con i fatti.

Quello che serve è saper trovare persone oneste, fidate, amanti dell'istituzione, non ricattabii.

Per ora sfogliamo le pagine del sito dello IOR dove in questi giorni lavorano non i vecchi curiali, ma i super manager venuti da fuori.

Ultimo aggiornamento Domenica 04 Agosto 2013 08:35