Un museo inatteso Stampa
Scritto da Angela Ambrogetti   
Domenica 12 Dicembre 2010 18:47

Quello che meno ti aspetti quando entri in un illustre palazzo del ‘600 romano è vedere quella raggiera di zanne di elefante che incorniciano il dipinto di un fuoco ardente. Avvicinandosi bene poi si vede un nome scritto a fianco ad ogni zanna. Sono i nomi dei martiri ugandesi canonizzati l'8 ottobre 1964 a Roma da Paolo VI che, durante il suo viaggio in Africa del 1969 intitolò loro anche il grande santuario di Namugongo. Il monumento è un dono del presidente Milton Obote.

 

Per i visitatori del Museo Missionario di Propaganda Fide sarà normale vedere anche le diecimila foto di vita missionaria in ogni parte del mondo negli anni venti e trenta, come pure le prove di stampa della tipografia del papa che già nel 1600 poteva riprodurre ben 22 lingue orientali.

Un vero itinerario museale che si snoda al primo piano del palazzo che 1627 ospita la Sacra Congregazione “de Propaganda fide”.

Progettare un nuovo muse a Roma sembra un azzardo, ma di fatto c’è da ricordare che i musei etnografici ed antropologici nascono proprio dalla passione dei missionari inviati da Propaganda Fide in tutto il mondo.

Il Prof. Francesco Buranelli, Coordinatore del Comitato Scientifico del Museo Missionario spiega che l’attività svolta dalla Congregazione di Propaganda Fide in quasi quattro secoli di vita, ha permesso di raccogliere un ingente patrimonio di informazioni, di documenti, di opere d’arte. “Lo sforzo affrontato dalla Congregazione, sotto l’attenta guida dell’eminentissimo Prefetto il sig. Cardinale Ivan Dias, ha il preciso obiettivo di recuperare un bagaglio culturale e storico di grande rilevanza documentaria ed artistica capace di testimoniare lo spirito di missione che ha sospinto tanti sacerdoti, religiosi e religiose, nel corso dei secoli, a testimoniare i valori cristiani nei più reconditi angoli della terra”.

Proviamo allora a percorrere insieme questo nuovo itinerario nel mondo missionario, ma anche nella cultura del seicento romano.


1250 metri quadrati del Palazzo di Propaganda Fide, di per sé stesso sono un’opera d’arte, e per la prima volta sono liberamente visitabili e aperti al pubblico in maniera permanente, presenta capolavori per la maggior parte inediti. Nella prima sala un video proiettato su un grande globo terrestre, racconta le origini, la storia e l’attività missionaria della Congregazione. Si passa poi nella sala multimediale, dove si sfoglia per la prima volta, l’inedito fondo fotografico dell’Agenzia Fides, consistente in più di diecimila fotografie scattate nei lunghi e perigliosi viaggi compiuti nelle terre di missione dai membri del dicastero sin dall’inizio del Novecento.

Piccolo gioiello del percorso la sala Borgia dove sono mediaticamente esposti preziosi oggetti della Collezione del Cardinale Stefano Borgia (1731-1804), uomo di vastissima cultura, Segretario e Prefetto della Congregazione. L’ingresso nella Biblioteca Barberini, completamente ristrutturata, toglie il fiato. La monumentale scaffalatura che accoglie antichi e preziosi volumi, il l ballatoio a mezza altezza della biblioteca con possono osservare i ritratti di alcuni alunni illustri del Collegio. Ultimo aggiunto il beato John Henry Newman.

Si passa poi alla sala Missionaria dove si conservano i lasciti di Monsignor Carlos Cuarteròn, protagonista alla metà dell’’800 di un avventuroso viaggio nelle Isole Filippine a seguito del quale donò a Propaganda Fide alcuni dipinti per descrivere i luoghi da lui esplorati e i nativi illustri, sultani e raja, incontrati nell’occasione. Particolarmente suggestivi i i dipinti dell’artista giapponese Teresa Kimiko Koseki, realizzati nel 1930 per rappresentano scene di vita familiare e quotidiana e descrivere, con grande cura dei particolari gli ambienti, gli oggetti, i vestiti usati tradizionalmente nel Giappone dell’epoca. Sul fondo della sala il monumento alla memoria dei 22 martiri ugandesi. Per gli appassionati di architettura c’è poi il plastico dell’edificio, illustrato da un video, e dai disegni del Borromini.

E per chi ama i dipinti c’è la la prestigiosa quadreria, frutto di molteplici donazioni susseguitesi nel tempo, in gran parte inedita e finalmente ordinata nella grande galleria del piano nobile, dove sono collocati importanti dipinti del Sei e Settecento.

Del percorso museale fanno parte anche la Cappella Newman, dedicata al religioso inglese beatificato da Benedetto XVI, che dopo la conversione al cattolicesimo visse e studiò nel Collegio Urbano allora ospitato nel Palazzo di Propaganda Fide, e qui celebrò la sua prima Messa, e la Cappella borrominiana dei Re Magi proprio all’entrata del palazzo.

Nella conferenza stampa di presentazione il Sottosegretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, p. Massimo Cenci, PIME, ha spiegato: “Il nuovo itinerario museale, per il luogo in cui è stato realizzato e per i contenuti delle opere che vi si trovano esposte, certamente offre un contributo importante verso l’obiettivo di una più ampia divulgazione dell’attività della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e, quindi, verso un più efficace assolvimento delle sue finalità istituzionali”.

Un ruolo significativo per il finanziamento dei lavori di ristrutturazione dell’ intero edificio e per la realizzazione del museo lo ha avuto la Arcus, agenzia nata nel febbraio 2004, con atto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, il cui capitale sociale è interamente sottoscritto dal Ministero dell’Economia, mentre l’operatività aziendale deriva dai programmi di indirizzo che sono oggetto dei decreti annuali adottati dal Ministro per i Beni le Attività Culturali. Il compito dichiarato di Arcus è di sostenere in modo innovativo progetti importanti e ambiziosi concernenti il mondo dei beni e delle attività culturali, anche nelle sue possibili interrelazioni con le infrastrutture strategiche del Paese.

L’impegno economico è stato di circa 6 milioni di euro per il restauro del Palazzo di Propaganda Fide, non senza polemiche e difficoltà.

Il museo, annunciato già ad ottobre e finalmente inaugurato e visibile.


Museo Missionario di Propaganda Fide

Via di Propaganda 1 00120 Roma

www.museopropagandafide.it


Orari.

Fino al 23 dicembre: dal Lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 18.00

Dal 1 gennaio 2011: Lunedì, mercoledì,venerdì dalle 14.30 alle 18.00


Biglietti 8.00/ 6.00 euro

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Dicembre 2010 12:04