La marcia delle Guardie svizzere Stampa
Scritto da Angela Ambrogetti   
Domenica 23 Gennaio 2011 17:24

Sabato sera,  22 gennaio  i pochi turisti coraggiosi che verso le sette e mezzo di sera erano ancora in piazza San Pietro hanno forse creduto di aver fatto un meraviglioso salto nel tempo. Una cinquantina di Guardie Svizzera preceduti dallo stendardo e dai tamburi, nelle loro sfolgoranti divise, hanno attraversato la piazza. La piccola marcia celebrava un anniversario: i 505 anni di vita del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia. Il 22 gennaio del 1506 papa Giulio II benediceva le truppe elvetiche chiamate per la sua difesa personale.

La festa, in forma molto discreta e solenne, è iniziata con la messa nella Chiesa del Campo Santo Teutonico presieduta dal sostituto della Segreteria di Stato. Lì sono sepolte le guardie morte nel 1527 per difendere papa Clemente VII dai Lanzichenecchi.Al termine della celebrazione i militari e le loro famiglie hanno cantato l' inno nazionale svizzero e reso omaggio ai caduti.

Poi tutti pronti per la  marcia che, se pur simbolica,  ha portato i militari e le famiglie nel Cortile d’ Onore del Corpo, nel Quartiree Svizzero proprio dietro il colonnatoa pochi passi dal Portone di Bronzo. Sotto le bandiere dei cantoni e davanti agli albardieri sugli attenti il comandante Daniel Anrig ha ricordato ai presenti i valori su cui si fonda il servizio. Quest' anno il calendario fotografico si ispira proprio a questo. Cameratismo, disciplina, gioventù, lealtà, fedeltà, ubbidienza, precisione, Patria, onestà, volontà, umiltà, fiducia, sono le armi con le quali la Guardia difende il papa e la sua persona.

Negli anni i comandanti della Guardia Svizzera Pontificia  sono spesso stati costretti a ricordare che le guardie svolgono un compito professionale di alto livello e non solo di rappresentanza. La divisa storica infatti è indossata da giovani militari addestrati e preparati secondo i più moderni criteri delle scuole di polizia militare.

Ultimo aggiornamento Domenica 23 Gennaio 2011 17:33