L'amore è un trailer del paradiso Stampa
Scritto da Angela Ambrogetti   
Domenica 23 Gennaio 2011 18:35

Preferisco il paradiso! Con questa frase San Filippo Neri rifiutò di diventare cardinale. Con questa stessa frase e la vivace freschezza dello stile napoletano Giuseppe Corigliano, in arte Pippo, ha deciso di raccontare come si può vivere il paradiso ogni giorno e magari arrivare a viverlo per sempre.

Pippo Corigliano, ingegnere napoletano è da quarant'anni il portavoce dell'Opus Dei in Italia. E' considerato un esperto di comunicazione e segue da sempre le attività formative dell'Opus Dei con i giovani. Siamo andati a trovarlo nel suo ufficio, a due passi da Piazza Farnese, nel cuore di Roma. Per arrivarci si attraversa a piedi Campo dei Fiori con i banchi del mercato, la statua di Giordano Bruno e il tintinnare delle tazzine dei bar con i tavoli all’aperto anche in pieno inverno. Lui in ufficio ci arriva in bicicletta. E’ il suo solo mezzo di trasporto, da sempre. Poche foto, eppure potrebbe averne tante perché di amici ne ha tanti. Una c’è però, quella con la dedica di Indro Montanelli. Sorriso mediterraneo e precisione nord europea si intrecciano in un uomo con il quale ti senti sempre davanti ad una tazza di caffè davanti al golfo di Napoli. Paradiso, vita eterna, morte, sembrano parole fuori luogo con un tipo così. E poi scopri esattamente il contrario.

 

 

La vita eterna, quando ne parliamo ci spaventiamo subito perché pensiamo alla morte, e a fare i conti con la nostra coscienza, ma tu hai fatto un libro che parcellizza la escatologia attraverso lo spirito napoletano....

GC: Certo perché a sua volta la teologia non fa altro che sistematizzare il messaggio vivo di Gesù. Ed è proprio questa l’idea iniziale del libro che dissi a Leonardo Mondadori: riportare il messaggio anche della vita eterna alla freschezza con cui Gesù lo ha detto e anche alla convinzione con cui San Paolo lo ha difeso. San Paolo è veramente suggestivo. Se Cristo non è risorto noi siamo dei poveracci! Allora diamoci alla bella vita! Un linguaggio modernissimo. Invece per San Paolo è chiaro che la Resurrezione di Cristo è il punto fermo su cui si appoggia la nostra fede nella resurrezione.

C’è una enciclica che tu rileggi con molta passione: la Spe Salvi di papa Benedetto XVI. E’ stata un po’ trascurata ...

GC: In particolare c’è il passaggio che dice che quando si fa l’esperienza di un grande amore, quello è un momento di redenzione. Quando l’ho letto sono proprio saltato sulla sedia perché, certo, avevo sentito tante volte delle analogie tra l’amore umano e l’amore divino, ma che addirittura quando si è “innamorati”, nel senso che veramente si vuol bene, ecco quello è un momento di redenzione. E questo mi ha molto colpito questa identità che del resto è perfetta perché Dio è amore. E questo getta una luce su come sarà il Paradiso che diventa affascinante. Perché l’innamorato quando sta con l’amata,' anche se sta per molto tempo dice: ecco è passato come un attimo! Davanti all’amore anche il tempo su questa terra si ridimensiona. Invece penso proprio che l'inferno sarà noioso e non come dicono alcuni che l’inferno è divertente, perché l’inferno sarà solitudine, noia, odio.

Nel libro ci sono tanti racconti della tua infanzia, della tua vita, e in questa specie di autobiografia si vede il cammino verso la gioia passo dopo passo...molto ratzingeriano!

GC: Si è vero perché questo papa, se si ha la pazienza di ascoltarlo e di leggerlo, effettivamente getta delle perle, non c’è nulla scritto da lui su cui non si possa gioire! E io penso che questi attimi di gioia che la vita ci concede sono dei veri trailers del paradiso. E più siamo vicini a Gesù e più aumentano questi “trailers” questi anticipi. E quali sono i momenti più cari che ricordiamo? Sono i momenti che siamo stati con le persone che amiamo! Per cui noi più sappiamo voler bene più aumentiamo il paradiso.

Amore, gioia, c’è un terzo cardine nel tuo libro che è la libertà, tema fondamentale per un cristiano. Chi è fuori dalla vita cristiana pensa che siamo molto condizionati, invece siamo molto liberi.

GC: E certo! Intanto lo spirito di Gesù è stato uno spirito di libertà, non nel senso di abolire la legge precedente, ma è lui che in un certo senso ha rotto quel formalismo in cui la religione si cristallizza, quando manca lo spirito di fede. La fede nel momento in cui ci mette in rapporto con Dio che è padre, anzi come dice Gesù “papà”, e allora viviamo in pratica la libertà dei figli di Dio. E semmai figli piccoli, perché ai piccoli si rende la vita allegra. Mi viene in mente l’esempio del film “ La via è bella” di Roberto Benigni.

E poi c’è l’immagine di Maria che ha radice nel tuo cuore napoletano...

GC: Per me è stata sempre una immagine naturale...e una delle riflessioni del cardinale Ratzinger che mi è sempre piaciuta è che Maria ci svela il volto materno di Dio. E Dio vuole essere adorato attraverso la venerazione di Maria. E’ proprio una volontà di Dio, non è una esuberanza affettiva del popolo cristiano. E’ Dio che si è scelto Maria, e lei ci rivela degli aspetti del volto di Gesù.

E l’ obiezione più comune sull’esistenza del paradiso qual è?

GC: La cultura dominante è molto povera. Ormai siamo arrivati a dire veramente “il re è nudo”. L’ottocento è stato il secolo della supponenza, che vedeva nella scienza il rimedio per tutto e si finisce il secolo con il Ballo Excelsior che esalta il progresso, e poi il novecento ha fatto vedere i limiti del progresso, ed è stato il secolo più tragico della storia dell’umanità, in Europa ma anche in Oriente, pensiamo a Pol Pot che aveva studiato a Parigi! E oggi ai turisti si fanno vedere le montagne di teschi e ossa, di quel terso della popolazione della Cambogia che ha ucciso!
Ormai la cultura dominante che ha l’abitudine a mettere sotto accusa la Chiesa cattolica, in realtà sta trasformando questo processo in una supplica di aiuto, perché è l’unica fonte da cui un aiuto può arrivare. Del resto basta vedere dov’è la gente viva che prega, che prende iniziative? Nelle realtà della Chiesa si trova gente che sorride, che si impegna, che ha speranza.
La Chiesa malgrado tutto poi torna sempre ad essere il punto di speranza del mondo! E anche questo è molto ratzingeriano.

“Preferisco il Paradiso: la vita eterna com’è e come arrivarci” (Mondadori, 2010, 18 euro).

Ultimo aggiornamento Lunedì 24 Gennaio 2011 08:25