Il Papa in Germania:un viaggio sorprendente Stampa
Scritto da Angela Ambrogetti   
Lunedì 26 Settembre 2011 14:16

Sono stati 4 giorni da prima pagina in Germania. Il viaggio del Papa in Patria, il primo viaggio ufficiale ma di fatto la terza visita, è stata come sempre anticipata da critiche e polemiche e poi è diventata un successo. Perché, hanno commentato molti dopo l’attesissimo discorso al Parlamento, non è venuto a fare prediche, a dare soluzioni o rispondere a richieste, ma ha riproposto un tema che è alla base del nuovo stato tedesco: le ragioni e le fonti del diritto. Il Papa ha emozionato i parlamentari che si sono sentiti parte di un seminario universitario di alto livello. Il Papa dice che il diritto non si può cambiare a colpi di maggioranza e consenso, che è basato su quella legge naturale che alcuni vorrebbero ignorare, ma che è una vera “ecologia dell’uomo”. E su questa base prosegue i suoi discorsi, le sue omelie.

 

Scuote la Chiesa tedesca, sempre potente e fiera, ma divisa all’interno, in cerca di un dialogo su temi non essenziali. Perché di essenziale, dice Benedetto in ogni suo discorso, c’è solo Dio e il suo amore per noi che non abbiamo altro da offrirgli che la nostra povertà. Da coraggio e ringrazia i tedeschi dell’est, e non solo i berlinesi che sono un pò meno del previsto allo stadio olimpico, ma quelli che hanno subito la “pioggia acida” di due dittature. quella bruna e quella rossa. Quelli che ora con la libertà ritrovata, le strutture parrocchiali rafforzate e la possibilità di vivere la fede, si sono spenti e si sono rannicchiati in una routine, in una non testimonianza. Lo dice ai fedeli del sud cattolico, della diocesi di Friburgo dove i giovani gli fanno rivivere l’atmosfera da GMG. A loro dice di non essere cristiani tiepidi, perché questo è l’ unico modo per sconfiggere il buio del male e del dolore. Il viaggio è un continuo grazie per il grande impegno caritativo della Chiesa tedesca, ma anche un modo per ricordare che i soldi non bastano, servono le persone, perché la Carità è amore, è spogliarsi dalle ricchezze, dal potere, è donazione di se. Agli Evangelici che si aspettavano un “dono” impossibile, il Papa porta molto di più: Lutero stesso. Riparte dalla domanda di fondo del monaco ribelle, dalla domanda sulla misericordia, e invita i luterani a fare chiarezza a casa loro con le sette evangeliche moderna che fanno più male che bene al messaggio evangelico.

I vertici e i giornali storcono il naso ovviamente, ma molta gente comune è felice di aver visto il Papa pregare con il presidente delle Chiese evangeliche nella chiesa che ha visto i primi turbamenti di Lutero. E poi ci sono gli ortodossi, i musulmani, gli ebrei, i seminaristi, i Giudici della Corte Costituzionale e Helmut Kohl. Sono incontri veloci, pochi minuti per una foto e un breve saluto, un testo su cui riflettere con calma, o un colloquio commovente come quello con l’ ex Cancelliere che ha cambiato il volto dell’ Europa. Ci sono gli incontri ufficiali con la Cancelliera Merkel e con il presidente Wullf (che ad alcuni sembra concentrato soprattutto sulla sua situazione di cattolico divorziato e risposato). Non è stato uno “straniero in patria” come diceva qualcuno, non ha detto quello che alcuni volevano sentirsi dire, e a spiazzato tutti proprio per questo. Certo a Berlino c’è stata più attenzione alla maratona di sabato e domenica che per la visita del Papa, ma questo era prevedibile. Ma il viaggio è stato in prima pagina, con i vespri a Etzelsbach, dove invece di 20 mila i fedeli sono quasi 100 mila. Un canto a Maria dopo avere visto negli occhi, ancora una volta la sofferenza delle vittime degli abusi sessuali del clero. Uno scandalo che rischia di far dimenticare il vero e potente scandalo della Croce: che Dio Eterno si occupi di noi. Dove c’è Dio là c’è futuro. Il motto del viaggio è la migliore sintesi del filo conduttore dei 16 discorsi che il Papa ha pronunciato. Perché Benedetto XVI è andato in Germania per riportare Dio nel cuore della società.

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Settembre 2011 14:21